Letti e piaciuti / Il violinista Igor Brodskij

Chi è Igor Brodskij, il musicista che per le strade del mondo suona melodie straordinarie con un violino invisibile? È quanto dovrà scoprire Tommaso Paturnia, un investigatore privato dall’olfatto sopraffino, ingaggiato da un produttore discografico per ritrovare il talentuoso violinista, che poco prima di incidere una registrazione in studio a Milano, scompare improvvisamente.

Sulle tracce di Brodskij, Tom Paturnia incontrerà una pittoresca varietà di personaggi che sono stati a contatto col misterioso fabbricante di suoni, in grado di incantare chiunque si metta in ascolto. Che sia una giovane donna in cerca d’amore o uno sfortunato impresario di pompe funebri, un negoziante cinese o un portinaio ubriacone, uno scrittore francese con l’aspetto di uno scienziato pazzo o una poetessa milanese accanita fumatrice, non importa: nessuno sfugge alla magia di quella musica che sembra venire dal nulla ma che arriva fino al cielo.  Divertente, avventuroso, veloce da leggere, il nuovo romanzo del pavese Romano Augusto Fiocchi è disseminato di citazioni letterarie nascoste proprio come certe viuzze della sua città:

da Don De Lillo a Villiers de l’Isle-Adam a Wu Ming, in un’indagine che inizia cercando di capire dove andrà Igor Brodskij e prosegue scoprendo da dove viene.

Fiaba moderna col sapore del realismo magico, commistione ideale tra il romanzo picaresco e quello di formazione, “Il violinista Igor Brodskij” ha come protagonista (che qui, a dire il vero, sono due: l’inseguito e l’inseguitore) un uomo adulto che attraverso la musica torna – e fa tornare chi lo ascolta – bambino. Una sorta di “fanciullino pascoliano” capace di cogliere la bellezza nelle piccole cose. Così come piccoli sono gli indizi – gli odori così lievi che solo il naso di Toma Paturnia può sentire – che il musicista incantato e incantatore lascia dietro di sé da una parte all’altra del mondo.

Una lunga ricerca quella del detective, che attraverserà mezza Europa – da Milano a Parigi, da Dover a Londra – per arrivare infine a conoscere il passato misterioso del violinista venuto dal freddo. Da un Est lontano dal punto di vista non solo geografico, ma anche temporale e culturale, fra tristi orfanotrofi e stazioni ferroviarie abbandonate, in una nazione in cui la musica è vietata. Forse è per questo che il violino di Igor Brodskij è invisibile. E che la sua musica suona così forte.

Davide Zardo

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