Impariamo dai piccoli, l’esempio di Torino

Mettere in gioco i giovani, facendo testare loro da vicino la realtà amministrativa. Nelle città in cui il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze è presente i risultati si vedono, anche per questo è stato presentato come “Buona pratica” nel corso della Settimana sociale dei cattolici di Trieste, che si è svolta lo scorso luglio. Uno dei comuni in cui il Ccrr c’è e funziona è Torino, dove il consiglio dei giovani è stato reintrodotto dopo 20 anni di inattività.

CCRR A TORINO «L’elezione è avvenuta lo scorso 27 febbraio – ricorda Sara Valente, collaboratrice dell’assessorato all’istruzione del Comune di Torino – ai ragazzi durante i mesi successivi è stato dato modo di conoscersi, di formare delle commissioni e di avanzare proposte in ambito sportivo, educativo, sociale e culturale». Nel capoluogo piemontese si è pensato di proporre sedute miste, con «i consiglieri che hanno messo a disposizione la loro esperienza dei ragazzi. Questi ultimi hanno anche lavorato nella preparazione di una mozione per la raccolta differenziata nei parchi pubblici presenti in città». La baby sindaca Agnese De Bortoli si è recata la scorsa estate a una commissione sui servizi sociali avanzando «proposte per combattere il razzismo e le discriminazioni». Quest’anno attraverso un bando pubblico è stato messo a disposizione dei ragazzi un budget di

34mila euro che possono usare per proporre attività e idee su ogni tema a loro caro. Attualmente ci sono 30 istituti comprensivi che hanno aderito al progetto: segno evidente che sta funzionando.

RISULTATI L’assessore all’istruzione Carlotta Salerno a quasi un anno di distanza dalla reintroduzione del consiglio comunale dei ragazzi si ritiene soddisfatta dei risultati ottenuti: «Gettiamo fin da subito i semi della cittadinanza attiva – dichiara – il più concreta possibile. Solo investendo ora, sul presente dei nostri ragazzi e della società in cui viviamo, possiamo far sì che le e i giovani si interessino e appassionino alla democrazia». Ragazzi e ragazze che hanno avanzato idee maturate dalla loro esperienza e sensibilità: «Proprio prima dell’ultima seduta – ricorda Salerno – è stata approvata la mozione da loro proposta che impegna tutta la Giunta a inserire cestini per la raccolta differenziata in ogni parco della Città. Per questo vogliamo proseguire e siamo già al lavoro per la costituzione del nuovo Ccrr, che sarà rappresentativo di oltre la metà degli istituti comprensivi cittadini».

IN LOMELLINA Qui invece solo tre comuni hanno un Ccrr, si tratta di Mede, Cava Manara e Travacò Siccomario. In tutte le altre città non c’è e non è in programma, a partire da Vigevano, dove l’ultimo è decaduto nel 2017. Il sindaco Andrea Ceffa, oggi sospeso dalla funzione e sottoposto a misura cautelare, ma interpellato da L’Araldo prima che l’indagine a suo carico portasse agli arresti domiciliari, a settembre spiegava che «si era deciso di chiudere perché col trascorrere del tempo avevamo constatato che non riscontrava particolare partecipazione. Avevamo optato per forme di coinvolgimento diverse per i ragazzi e per gli istituti scolastici cittadini». A Mortara nel 2023 ci aveva provato l’associazione “La Mortara che vorrei” a proporlo, seguendo il modello di Mede, ma dalla giunta non era arrivato riscontro. Nessun Ccrr dei giovani nemmeno a Tromello, Cilavegna, Cassolnovo, Garlasco, Gropello Cairoli. A Ferrera Erbognone non c’è, ma il sindaco Riccardo Freddi non esclude di

poterci provare. E’ complicato, soprattutto per la mancanza di giovani con cui instaurare un rapporto. La lista con cui sono stato eletto però è molto giovane, quindi nonostante possa essere complicato, se capitasse l’opportunità di instaurare un Ccrr, ci si potrebbe provare. Stessa intenzione a San Martino Siccomario.

Quando eravamo il baby vice e sindaco…

«Una bella esperienza, purtroppo finita male». Questo dichiarammo nella conferenza stampa che, a fine 2017, chiedeva all’allora sindaco Andrea Sala spiegazioni sulla soppressione del progetto del “Consiglio comunale dei ragazzi”. All’epoca avevamo 14 anni: Edoardo Casati (ultimo sindaco dei ragazzi di Vigevano) ed Edoardo Zanichelli (ultimo vice), a distanza di 7 anni proviamo a raccontare in prima persona l’esperienza alla guida di una “baby giunta”.

MEMORIA Nel 2017 non servì neppure una mozione presentata dai consiglieri di minoranza, il progetto fu soppresso. Ritornare su quei giorni non serve a rivangare il passato, bensì è un esercizio di memoria e di dibattito nei confronti di una città che ha, all’ordine del giorno, molti problemi riguardanti le politiche giovanili. A Vigevano il consiglio comunale dei ragazzi c’è stato e funzionava anche: l’elezione partiva dalle scuole (gli ultimi due anni delle elementari e i tre anni delle scuole medie). Ogni istituto della città eleggeva un numero di consiglieri (che presentavano un programma elettorale e rappresentavano l’istituto) proporzionale al numero di studenti iscritti. Una volta eletti tutti i consiglieri poi il sindaco dei ragazzi (che nominava il vicesindaco) era eletto tramite votazione nella prima riunione del consiglio.

Consiglio comunale ragazzi edoardo casati
Edoardo Casati e Andrea Sala

DIFFICOLTÀ Partimmo con tanto entusiasmo e tanta voglia di migliorare una città che non sentivamo per nulla nostra, una città che, al di fuori di quello spazio, non aveva luoghi di incontro per la nostra generazione e non aveva progetti e opportunità che permettessero ai giovani di sentirsi veramente parte della comunità di Vigevano. Un entusiasmo che diminuì sempre di più con il passare del tempo: il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze (Ccrr) ovviamente non poteva disporre di un budget stabilito, perciò le proposte approvate dovevano essere inoltrate alla giunta comunale, quella vera, che a sua volta aveva il compito di verificare la fattibilità. Una procedura macchinosa e necessaria in quanto dei minori non potevano certo avere la responsabilità di amministrare risorse pubbliche (anche in altri comuni funziona così), che a lungo andare finì per sfibrare i singoli componenti soprattutto perché le proposte erano rifiutate in maniera continuativa o chiuse in un cassetto. Il risultato fu la diminuzione della partecipazione dei ragazzi, a cui cercammo di porre rimedio chiedendo le dimissioni degli “assenteisti” e la costituzione, nel secondo anno, di un gruppo più piccolo, ma operativo, che tuttavia non riuscì a raggiungere gli obiettivi che si era dato.

EDUCAZIONE «Un’esperienza formativa che ha avvicinato tanti giovani alla città, portandoli a capire come funziona la “macchina amministrativa” per spingerli a essere parte del processo decisionale di un comune». Questo avremmo voluto scrivere oggi, come baby sindaco e vice, se l’iniziativa fosse proseguita, come accade ancora oggi in tanti comuni italiani coinvolgendo davvero i giovani, sensibilizzandoli e avvicinandoli alla politica e alla democrazia; cioè rendendoli protagonisti e non comparse utili per qualche manifestazione pubblica, parte attiva nel pensare la città guardandola da diversi punti di vista.

Alcune eccezioni che fanno ben sperare

Cava Manara consiglio dei ragazzi
Il consiglio dei ragazzi di Cava Manara

Eccezioni che infondono speranza a un territorio, quello lomellino, spesso e volentieri messo all’angolo dalle nuove generazioni.

MEDE AI GIOVANI A Mede dal 2022 è tornato a essere istituito il consiglio comunale dei ragazzi: si rinnova ogni due anni, è convocato una volta al mese, con gli studenti di prima e seconda media che hanno la possibilità di essere eletti e di tastare in prima persona i compiti e le funzioni di un sindaco. A riproporlo, a più di 20 anni di distanza da quando era stato istituito, Lucrezia Prestini, consigliera comunale di maggioranza che ha deciso di seguire passo dopo passo questo progetto: «Il primo consiglio dei ragazzi era stato istituito nel 1998 – ricorda Prestini – erano 20 anni che non veniva più riproposto. L’attuale amministrazione si è insediata nel 2021 e da subito mi sono messa all’opera per riprendere in mano il consiglio comunale dei ragazzi. L’ho lasciato da piccola consigliera di minoranza e l’ho ripreso da consigliera grande di maggioranza».

L’approvazione del progetto, il coinvolgimento delle scuole, hanno richiesto mesi di lavoro e siamo arrivati a maggio 2023.

LE PROPOSTE Attualmente il sindaco dei ragazzi in carica è Nicholas Del Toso e con la supervisione di Prestini ha avuto modo di avanzare e proporre iniziative, sull’esempio del suo collega senior Giorgio Guardamagna. «Del Toso e la sua squadra recentemente hanno proposto la realizzazione di un campetto da calcio a 5, ma non solo. Hanno chiesto di far in modo che al Teatro Besostri potessero essere trasmesse anche proiezioni cinematografiche. Quest’anno hanno proposto un questionario incentrato sul rapporto tra uomo e donna e su come quest’ultima sia considerata a livello professionale. Il questionario era stato proposto alle scuole medie, alla biblioteca ma anche a passanti tra le vie del comune».

TRAVACÒ E CAVA Garantire ai giovani l’opportunità di essere ascoltati: a Mede tutto questo viene fatto, ma anche a Travacò Siccomario e Cava Manara le amministrazioni lavorano coinvolgendo i giovani in ciò che concerne la vita politica: «Quest’anno abbiamo reintrodotto il Ccrr – annuncia il sindaco di Travacò Oscar Ragni – da noi fino allo scorso anno c’è sempre stato e ha sempre fornito buoni risultati dal punto di vista della partecipazione». A Cava Manara Elisa Negri è stata proclamata lo scorso 15 novembre nuovo sindaco dei ragazzi con la lista “Dream List: dove i sogni prendono vita”. Alle elezioni hanno partecipato gli alunni delle classi quinte delle scuole primarie di Cava Manara e Mezzana Corti e le tre classi della scuola secondaria di primo grado. A Lomello è l’istituto comprensivo Massazza a occuparsi in collaborazione con il comune del consiglio dei ragazzi che dovrebbe essere mantenuto anche quest’anno.

a cura di Ev, Ec, Ez.

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