L’alpino ferito risponde a Trump: «Nelle retrovie c’eri tu»

«53 caduti. Più di 700 feriti. Non loro. Non noi. Nelle retrovie ci sei stato tu». Chi scrive, quella linea del fronte la conosce bene: c’è anche lui, tra gli oltre 700 militari italiani feriti in Afghanistan; c’è anche lui tra chi ha visto morire dei commilitoni, degli amici, mentre servivano il proprio paese.

L’ALPINO Luca Barisonzi, alpino di Gravellona Lomellina rimasto tetraplegico nel 2011 in seguito a un attentato in una base militare, ha riservato parole dure per commentare le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo l’impegno delle truppe Nato durante la guerra in Afghanistan. Intervistato da Fox di ritorno dal Forum di Davos, l’ex tycoon ha rivolto parole insultanti nei confronti degli alleati della Nato che appoggiarono gli Usa negli oltre 20 anni di conflitto in terra afghana: «Non abbiamo mai avuto bisogno di loro – ha dichiarato Trump – loro diranno che hanno inviato alcune truppe in Afghanistan. E lo hanno fatto, sono stati un po’ a distanza, un po’ indietro dalla linea del fronte». Frasi sprezzanti, percepite come uno sfregio da chi quella guerra l’ha vissuta sulla propria pelle: come Barisonzi, partito nel 2010 per l’Afghanistan indossando la divisa dell’esercito italiano e ferito gravemente il 18 gennaio 2011 a Bala Murghab, durante un attentato in cui morì il commilitone sardo Luca Sanna. Barisonzi, oggi 35enne, da allora vive in sedia a rotelle, ma non ha mai smesso né di portare avanti con coraggio il suo percorso di riabilitazione, né di commemorare i suoi commilitoni. E il suo pensiero, affidato al proprio profilo Facebook, ha raccolto il sostegno di centinaia di persone.

PAROLE DURE Il commento del presidente degli Stati Uniti è stato considerato offensivo anche da buona parte dei paesi che affiancarono gli americani contro il regime dei talebani: dal Regno Unito in primis, che sul fronte afghano ha visto cadere oltre 400 soldati (i britannici sono gli unici su cui Trump ha fatto marcia indietro, pubblicando un post dai toni enfatici sul social network Truth) ma anche dall’Italia, che sul suolo di Kabul ha lasciato 53 caduti. Nonostante la vicinanza politica tra il governo italiano e quello statunitense, sia il ministro della Difesa Guido Crosetto sia la presidente del consiglio Giorgia Meloni non hanno mancato di replicare con fermezza alle dichiarazioni di Donald Trump: «Sull’impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno» è il commento di Crosetto, mentre per Meloni «Non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata. L’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica».

Alessio Facciolo

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