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    Calcio, che futuro per i dilettanti

    Era nell’aria da tempo ma ora è ufficiale. La FIGC ha inviato un comunicato con il quale si è deciso di concludere definitivamente i vari tornei dilettantistici nazionali, regionali e provinciali. Il passo successivo sarà dunque quello di fare chiarezza su come e su quando si potrà scendere nuovamente in campo. Che ne sarà di questa stagione? Si terrà conto delle classifiche attuali, con eventuali promozioni e retrocessioni di categoria oppure si ricomincerà facendo una sorta di tabula rasa dei campionati correnti? Queste le domande che oscillano nella mente dei vari allenatori e dirigenti delle squadre lomelline. Occorrerà trovare una soluzione che possa essere condivisa dalla maggior parte delle società. Si preannuncia una strada tutta in salita da percorrere per la Federazione, visti i diversi pareri che stanno emergendo in questo senso.

    «Sono convinto che alla fine prevarrà il buonsenso – afferma il ds del Città di Vigevano Emiliano Mancini – ai vertici sono consapevoli delle gravi difficoltà economiche a cui andranno incontro molte società. Infatti, onde evitare di ritrovarsi a settembre senza un minimo di squadre iscritte ai vari campionati regionali, si è optato per non far pagare a nessuno la quota l’immatricolazione. Un piccolo ma significativo passo per venire incontro alle nostre esigenze. Dopotutto non siamo finiti poi tanto nel dimenticatoio. La creazione di un fondo perduto a cui tutti possano accedere qualora ce ne fosse di bisogno sarebbe il rimedio ideale che consentirebbe a noi tutti di poter tornare a parlare di calcio a 360 gradi. È questo che vogliamo fare, vivere in pieno quelle emozioni che solo il manto verde può regalare. Per quanto mi riguarda, preferirei che non si verifichino retrocessioni. O meglio, dovrebbero retrocedere unicamente le ultime in classifica. Nel caso del nostro girone di Promozione dovrebbe toccare quindi al Ferrera, dato che ha dichiarato fallimento dopo due giornate e ha perso a tavolino tutti gli incontri successivi. Se dovessero stabilire di fare retrocedere anche noi, non escludo l’ipotesi di un ricorso».

    «Dopo la tempesta arriva sempre l’arcobaleno – spiega l’allenatore del Mortara Enea Garbagnoli – il peggio è passato per fortuna. Ora bisogna solo pensare a ripartire e a tornare alla normalità. Le attività commerciali hanno riaperto, si può finalmente tornare ad uscire per fare delle belle passeggiate anche se con le dovute precauzioni. Si vede che stiamo percorrendo la direzione giusta. Noi siamo pronti a ripartire con qualsiasi formula. Spero di poter rivedere al più presto i miei ragazzi, mi mancano molto. Sono persone straordinarie che danno sempre il 100% in tutto ciò che fanno. Ho preferito non sovraccaricarli di lavoro ma di lasciarli liberi di tenersi in forma come meglio credono. Ci sarà tempo e modo per organizzare le sessioni d’allenamento. Sono certo che il Comunale tornerà ad essere un luogo di intrattenimento e di divertimento per tutta la città. Ripartiremo da dove ci eravamo interrotti. Da quell’ottimo girone di ritorno nel quale avevamo conseguito una striscia di 10 risultati utili consecutivi. Dulcis in fundo non vedo l’ora di organizzare un rinfresco con i miei boys. Perché sono proprio queste le occasioni in cui, tra una parola e l’altra, viene fuori quella solidarietà tra compagni tipica delle grandi squadre».

    «L’ottimismo della ragione ma il pessimismo della realtà – è il pensiero del dg del Garlasco Gaetano Muscatelli – serviranno ancora diversi mesi per poter mettere definitivamente la parola fine a questa emergenza sanitaria. Pensare di poter riprendere a giocare già con la fine dell’estate mi sembra al momento un’utopia. Tornare a discutere di tattiche da adottare ed a preparare le partite della domenica è il desiderio di tutti, ci mancherebbe altro. Tuttavia bisogna tenere in considerazione diversi fattori. In primis se si dovesse prolungare più del previsto la chiusura delle scuole, non si potrebbe nemmeno riprendere con le attività di base. In secundis a meno che dall’alto non prendano delle serie misure in proposito, le società non avranno nemmeno i fondi necessari per garantire il rimborso spese ai giocatori. Il rischio di scendere in campo solo per passione, come già avviene nei tornei amatoriali, è molto alto. Per quanto riguarda le modalità con cui ricominciare, preferirei che questa stagione venisse archiviata completamente e che non si tenesse conto delle partite giocate. Dopotutto mancava circa metà girone di ritorno per portare a termine la stagione. Considerando i punti ancora disponibili, si può dedurre che molti scenari sarebbero potuti cambiare. Noi occupavamo una posizione di classifica alquanto critica, ma abbiamo iniziato il nuovo anno senza subire neanche una sconfitta. Per quanto si è visto in campo, la salvezza diretta era più che alla nostra portata. Sarebbe una beffa clamorosa se dovessimo retrocedere di Categoria non certo per demeriti sportivi. Si raccoglie quello che si semina e i miei ragazzi meritano di proseguire la propria avventura in Promozione».

    «Se davvero tra poco più di tre mesi si potrà tornare a giocare significherà che ci saremo definitivamente lasciati alle spalle questa brutta esperienza – è il commento di Paolo Maggi, mister del Gambolò – La Federazione farà sicuramente le dovute verifiche e prenderà la decisione migliore per tutti. Siamo sulla strada giusta per uscire definitivamente da questa epidemia e il merito va in gran parte a tutto il personale sanitario. Spero che si tenga conto anche con i fatti del loro impegno e della loro forza di volontà. Personalmente mi sento in dovere di ringraziare il nostro Pistocchi, che come tutti i suoi colleghi infermieri, ha lavorato giorno e notte pur di garantire la sicurezza di tutti. Da allenatore non posso che essere orgoglioso. Bisogna esserlo dove conta realmente, cioè nella vita di tutti i giorni. Se la scorsa stagione eravamo la sorpresa del torneo, quando tutto sarà risolto, punteremo a lottare per traguardi più ambiziosi. Abbiamo tutte le carte in regola per dare del filo da torcere anche alle prime della classe. Ma come dico sempre, facciamo un passo alla volta. Se proprio devo dirla tutta, potrà essere la prima volta in cui si prediligerà la passione per lo sport, al puro interesse economico. Per quanto sia doveroso che i giocatori ricevano un compenso, non bisogna dimenticare che il calcio è innanzitutto un divertimento».

    Edoardo Varese

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