Alberto Stasi esce dal carcere di Bollate perché ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali dal Tribunale di sorveglianza di Milano. Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto del 2007 a Garlasco, era detenuto nel carcere milanese dal 2015. La Cassazione aveva confermato una condanna definitiva a 16 anni. Era in regime di semilibertà, non tornerà a vivere a Garlasco ma in un’abitazione presa in affitto in centro dell’hinterland milanese. Oggi dalla sua cella ha preso solo i vestiti ed ha lasciato alcuni beni ai detenuti del carcere di Bollate. L’affidamento in prova ai servizi sociali non è collegata con l’eventuale procedimento di revisione del processo.
Secondo fonti Ansa, Alberto Stasi a livello formale sarebbe ancora in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull’affidamento in prova ai servizi sociali, perché i giudici, dopo l’udienza che si è svolta nel pomeriggio di oggi in gran segreto, sono tecnicamente in riserva dopo la camera di consiglio, e dovrebbero depositare l’ordinanza entro cinque giorni. Dalla Procura generale, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Valeria Marino, è arrivato però parere positivo per la sua buona condotta da detenuto, anche in semilibertà, in questi anni e per le relazione positive dell’equipe del carcere di Bollate. Parere che, assieme ai tempi (fine pena nel 2028, detenuto dal 2015 con pena definitiva di 16 anni per il delitto di Garlasco) e ai benefici già ottenuti (prima il lavoro esterno e poi la semilibertà) porta come una sorta di automatismo all’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena residua.
Adriano Agatti


