Un nuovo asilo che prende forma e uno vecchio alla ricerca di un’identità futura. Tra il benzinaio e il cimitero, con l’accesso dalla strada che porta al palazzetto dello sport, settimana dopo settimana proseguono i lavori per la realizzazione della nuova materna della frazione Piccolini.
I LAVORI «Sono state completate le fondamenta, i pilastri e la seconda soletta della nuova struttura» spiegano dagli uffici del Comune, che assicurano anche di come la scuola sarà conclusa entro fine anno: il progetto, dal costo complessivo di 1 milione e 760mila euro, è finanziato con fondi Pnrr e, nonostante un iter iniziale burrascoso (la prima ditta a vincere l’appalto, poi licenziata, non aveva mai fatto partire il cantiere) ci sono pochi dubbi sul fatto che possa essere completato entro il 2026. In quell’anno chiuderanno i battenti della storica Pistoja-Mastronardi, materna (e prima elementare) dedicata alla madre di Lucio Mastronardi che era originaria proprio dei Piccolini. Un edificio che ha accolto generazioni di bambini, composto da una palazzina di due piani e da un ampio giardino: spazi che potrebbero essere restituiti alla collettività, e in particolare alla comunità dei “piculinat” che ne hanno sempre affollato le aule.
UNA CASA La vita pubblica dei Piccolini sta quasi tutta in una manciata di metri: la scuola elementare, la farmacia, i pochi negozi, lo studio del medico, e al centro la chiesa di San Carlo e il suo oratorio. Anche la compagnia teatrale Le Formiche non fa eccezione: la sua sede, in via Ivaldi, d’altra parte si trova dove un tempo c’era l’ex lavatoio pubblico della frazione, poi sede del comitato di quartiere, e poi ancora ufficio del vigile “di paese”. I locali non sono molto grandi, ma ai membri dell’associazione, che organizza spettacoli teatrali per scopi solidali e che con il Comune ha un accordo di comodato per l’utilizzo della sede, va bene così: «Per riunirci e fare le prove ci basta, uno spazio più grosso rischierebbe di avere costi che non possiamo sostenere – spiegano – discorso diverso è però se un edificio come quello dell’asilo potesse essere utilizzato da più associazioni, con la conseguente divisione delle utenze». A Vigevano non sono poche le realtà alla ricerca di sistemazione: e l’idea di una “casa delle associazioni” non spiacerebbe al mondo culturale cittadino. «C’è una riduzione di attività da parte delle associazioni proprio perché non hanno un posto dove riunirsi e proporre iniziative – conferma Michele Linsalata, responsabile di Rete Cultura – a livello culturale la cosa potrebbe funzionare, magari per piccole mostre o eventi aperti alla cittadinanza».
Il limite è forse quello di essere in periferia: ma è anche vero che i Piccolini più che un quartiere sono un paese, e iniziative come questa potrebbero rivitalizzarli.
PROGETTI? Da parte dell’amministrazione, un’apertura di massima a questa idea era stata dichiarata durante l’incontro con i residenti della frazione del novembre 2023: all’epoca il sindaco Andrea Ceffa, interpellato a riguardo dagli stessi cittadini, si era dichiarato favorevole a un polo associativo al posto della materna. Quello spunto, però, pare essere rimasto carta morta: pur senza escludere a priori la proposta, non sembrano sussistere a oggi progetti concreti da parte dell’amministrazione. E, nonostante la grande fiducia assegnata all’attuale governance ducale (nel 2020 qui il centrodestra prese nettamente la maggioranza), tra i residenti a tal riguardo non ci sono troppe aspettative. Per percepirlo basta qualche domanda al volo, fatta per strada, o alla pompa di benzina, dal quale si vedono entrambe le strutture, quella nuova e quella vecchia: e la paura è che lo storico asilo diventi solo un altro rudere.
Alessio Facciolo

