C’è attesa. Ma davvero tanta attesa. La Segù ce la farà a far quadrare il cerchio oppure no? Lei è serena. Un po’raffreddata ma serena. Lavora all’ordinaria e alla straordinaria amministrazione e ha avuto il via libera dal segretario comunale. Su tutti i fronti. In attesa della risoluzione delle alchimie politiche, il vice sindaco facente funzione va avanti. Segù lavora sulle linee di indirizzo per le partecipate, sulla smart city dedicata al Castello, su Asm Isa, in riferimento alla pulizia della città collegata alla rimozione della campana di vetro e all’aumento della raccolta differenziata. Altra domanda: Ceffa resisterà agli arresti domiciliari? Anche perché non è facile trascorrere le giornate senza poter comunicare con l’esterno, senza internet e senza tante altre limitazioni. I vari responsabili delle segreterie politiche nicchiano. E infine, quanto è nel “supremo interesse” della città questa impasse?
LE SEGRETERIE Paolo Zorzoli Rossi, segretario di Fratelli d’Italia, è perentorio: «Stiamo aspettando le proposte del vice sindaco». Antonello Galiani, segretario provinciale di Forza Italia recisa: «Situazione di stallo. Per ora tutto fermo». Alessandro Rubino (“Noi Moderati”) sottolinea: «La nostra posizione non cambia. Il nostro rappresentante in giunta c’è già e non chiediamo di più». Gianpietro Pacinotti, Fi, è l’unico a sbottonarsi:
Come assessore, per la quota maschile, vogliamo Massimiliano Boccalari. Sulla quota femminile, c’è il nome ma non voglio sbilanciarmi.
GLI ASSESSORI E sugli assessori della Lega, che dovrebbero farsi da parte? «Apparteniamo a una forza politica – dichiara Nunzia Alessandrino – e sono i vertici che decidono. Seguiremo le scelte di chi sta sopra di noi. Mi dispiacerebbe molto lasciare la giunta perché c’è dietro un lavoro importante. Tuttavia se fare un passo indietro può aiutare a formare una nuova giunta, e se va bene per i vertici del partito, va bene anche per me». Brunella Avalle aggiunge: «Se dovesse essere necessario, con dispiacere, faremo un passo indietro, ma toccherà a Segù decidere». Restano tre giorni a chi spera di votare nel 2025. Il 24 febbraio scade il termine ultimo previsto per quei consigli comunali «che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato». Lo precisa la legge 182/1991, che stabilisce le “Norme per lo svolgimento delle elezioni dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali”.
IL TESTO Si va a votare tra il 15 aprile e il 15 giugno se il mandato scade nel primo semestre (art.1), ma se si tratta di scioglimento anticipato «per motivi diversi» allora «si svolgono nella stessa giornata domenicale di cui all’articolo 1 se le condizioni che rendono necessario il rinnovo si sono verificate entro il 24 febbraio» (art. 2). Il che vuol dire che Vigevano andrà al voto nel 2026 a prescindere dal destino dell’amministrazione comunale, perché se anche il sindaco ducale Andrea Ceffa – ancora agli arresti domiciliari – dovesse dimettersi oggi, dovrebbero passare 29 giorni dalla presentazione al consiglio prima che le dimissioni diventino «efficaci e irrevocabili» ai sensi dell’art. 53 del Testo unico degli enti locali.
Massimo Sala (hanno collaborato Ev, Dz)

