Un pomeriggio di sensibilizzazione per conoscere a fondo il cuore delle donne. È questo il punto di partenza di “Questioni di cuore: un dialogo tra donne, per le donne”, l’incontro dedicato alla salute cardiovascolare femminile che si è tenuto il 1° ottobre all’Ospedale Civile di Vigevano. A parlarne sono state le dottoresse Federica Zorzoli, Ylenia La Porta, Anna Clizia Capettini e Sara Bacchini.
FATTORI «La medicina di genere significa tenere conto di tutti quei fattori che influenzano il nostro comportamento e le abitudini quotidiane e che possono influenzare l’andamento di una malattia», ha spiegato la cardiologa Zorzoli. Nella donna, eventi come la gravidanza e la menopausa possono modificare notevolmente il rischio cardiovascolare, così come condizioni come ovaio policistico e malattie autoimmuni possono avere conseguenze sulla salute del cuore. A lungo le donne sono state poco rappresentate negli studi cardiovascolari, condotti soprattutto su uomini bianchi europei e ancora oggi i passi da fare e la sensibilizzazione sono tanti. «Anche negli ultimi anni la donna è meno rappresentata rispetto all’uomo — ha sottolineato Zorzoli — e a questo si aggiunge una scarsa consapevolezza del proprio rischio: ipertensione, diabete e fumo, sono tutti fattori importanti che non sempre vengono percepiti come tali dalle donne». E se i principali fattori di rischio sono età, familiarità, pressione alta, colesterolo, fumo, diabete e obesità, per le donne se ne aggiungono altri, tra cui menopausa, ovaio policistico, complicanze della gravidanza e malattie autoimmuni. «La malattia cardiovascolare è anche femminile e anche delle donne giovani — ha ricordato Zorzoli — La prevenzione passa dagli stili di vita: alimentazione equilibrata, movimento e attività fisica regolare».
SINTOMI Un altro capitolo riguarda la cardiopatia ischemica. «Stiamo parlando essenzialmente di coronarie, ovvero i vasi che portano ossigeno al muscolo cardiaco — ha spiegato La Porta — Quando il flusso si riduce, il cuore va in sofferenza; quando un coagulo chiude una coronaria, si verifica l’infarto, un’emergenza tempo dipendente». E tra i sintomi, il dolore al petto resta il sintomo più noto, ma nelle donne possono comparire anche nausea, indigestione, dolore allo stomaco. Per questo «riconoscere i segnali è la prima cosa che bisogna fare», ha ribadito La Porta. Nelle donne inoltre l’ischemia può dipendere anche da piccoli vasi e spasmi coronarici o da una dissezione spontanea dell’arteria, che può colpire donne giovani senza i tradizionali fattori di rischio. C’è poi la sindrome di Takotsubo, legata a uno stress fisico o emotivo, che può simulare un infarto e colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. Senza poi dimenticare altre complicanze come scompensi cardiaci e cardiomiopatia ipertrofica. Sintomi come fiato corto, gambe gonfie, aumento improvviso di peso o difficoltà respiratoria durante la notte sono segnali da non ignorare — ha concluso Capettini — soprattutto perché nelle donne viene riconosciuta più tardi rispetto agli uomini».
Rossana Zorzato

