Un contributo del 70% su una spesa di 468.700 euro. È la somma di 329mila euro stanziata dalla Cei, attraverso l’8 per mille, per il restauro della Madonna del Terdoppio.
LA CHIESETTA La piccola chiesa si trova sulla strada che da Gambolò collega le frazioni di Remondò e Garbana. Un tempo era soltanto una cappella dedicata alla Vergine Addolorata, detta Madonna del Terdoppio. Si tratta di una figura religiosa tuttora particolarmente cara ai gambolesi. Le prime notizie che la riguardano risalgono al 1550 circa. Si sa a questo proposito che all’inizio del XVII secolo i religiosi della chiesa di Sant’Eusebio vollero far costruire una chiesa a sostituzione della piccola cappella. A quest’operazione partecipò tutta la comunità di Gambolò. La nuova chiesa doveva servire alla celebrazione della messa domenicale e alla celebrazione delle funzioni religiose nella giornata della prima domenica successiva alla Pasqua. Ora la chiesa, grazie a un restauro completo, dal pavimento al tetto e dagli interni alla facciata, è diventata un luogo dove deporre le ceneri dei propri cari e dove poterli andare a trovare. Nella Madonna del Terdoppio è stata infatti installata una dimora cineraria artistica che avrà lo scopo di accogliere le urne dei defunti delle famiglie che vorranno fare richiesta. Si tratta di un’opera in mosaico, realizzata dalla pittrice e decoratrice Simona Impellizzeri, e composta da celle che, come piccole tombe di famiglia, sono in grado di accogliere ognuna quattro urne di dimensioni normali.
Il mosaico rappresenta il Cristo immerso nella luce della Resurrezione, che vince le tenebre e annienta la morte. Lateralmente a Cristo c’è la figura dell’angelo partecipe all’evento.
LA MEMORIA Si tratta di un’installazione che si inserisce all’interno di un programma di sistemazione e restauro della chiesetta della Madonna del Terdoppio. «La conservazione delle ceneri è consentita a livello religioso anche dalla Dottrina della Fede perché — spiega il parroco don Roberto Redaelli — può contribuire a ridurre il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti della comunità cristiana. Il luogo della memoria fornisce una serie di servizi come l’accesso tutti i giorni in orari stabiliti, informazioni previo appuntamento, ospitalità di singole urne, ospitalità di più urne come fossero tombe di famiglia e ricongiungimenti familiari». Tra le possibilità che vengono offerte c’è anche quella di applicare foto e dati dei defunti, oltre che riti di accoglienza e benedizione delle urne. Visto e considerato il posizionamento in una chiesa è possibile anche recitare messe in suffragio per i defunti. Le concessioni sono assegnate secondo le necessità dei richiedenti è possibile effettuare le domande in vista di future collocazioni, senza l’obbligo di deporre immediatamente le ceneri dei propri defunti. Le concessioni sono disponibili fino a esaurimento dei posti, l’attribuzione avviene in base alla data di richiesta. In base alla disponibilità è infatti possibile scegliere la dislocazione della concessione richiesta. «È un’opera importante per la memoria della comunità — commenta Davide Guerreschi, direttore dell’Ufficio diocesano beni culturali e edilizia di culto — e siamo grati alle offerte dell’8 per mille che anche in questo caso ricadono sul territorio».
Davide Zardo


