Viaggio in Parrocchia / Beata Vergine Addolorata: «una comunità sempre viva»

La prima pietra della chiesa della Madonna dei sette dolori venne posta dal vescovo Giorgio Odescalchi il 3 maggio 1613. Originariamente si trattava di una piccola cappella sita al di fuori della porta di Cicerino, o porta Cesarea. Alla sua nascita la chiesa era una semplice cappelletta costruita fuori dalla porta di Cicerino, detta anche di Cesarea.

CECI La prima denominazione prende origine dal fatto che secondo la tradizione sulla porta fossero dipinti dei ceci (“sisar”, nel dialetto locale). La seconda denominazione ha un’origine più solenne, che aggiunge importanza ad una porta apparentemente minore rispetto agli assi viari della città: attraverso questa porta, infatti, il 14 marzo 1533 entrò in Vigevano l’imperatore (Caesar) Carlo V, quando venne in Italia per rimettere sul trono del Ducato di Milano l’ultimo discendente degli Sforza, Francesco II. La chiesa dell’Addolorata rientra tra le tante chiese appartenenti a confraternite o compagnie laicali sorte a Vigevano a partire dal Cinquecento: in quell’epoca si verificò infatti la nascita di gruppi di fedeli, uomini (a volte anche qualche donna) di solito capifamiglia che creavano una sorta di associazioni di carattere religioso o in chiese già esistenti, oppure in chiese che come in questo caso venivano costruite ex novo per volontà delle famiglie di riunirsi per uno scopo strettamente religioso: preghiera, formazione personale, pratica cristiana in comunità (Fraternitas) e opere di carità (soccorso ai poveri, dote alle ragazze povere).

CONFRATERNITE Nella chiesa si stabilì nel 1657 la Confraternita dei sette dolori su ordine del vescovo Pier Marino Sormani. Decretata l’insufficienza della vecchia cappella, nel 1699 la confraternita fece abbattere parte dell’edificio, per poterlo ampliare. La nuova costruzione fu ultimata nel 1722. Nel 1805 venne soppressa durante le rivolte napoleoniche; i confratelli tuttavia riuscirono ad acquistare buona parte degli oggetti presenti all’interno e la chiesa stessa, non subendo gravi danni e aprendola abusivamente a partire dal 1812. Fu successivamente riaperta al culto e ridipinta da Giovanni Battista Garberini. Ha una sola navata a croce greca, un grande altare maggiore neoclassico e un Cristo morto. All’interno è presente la statua raffigurante la Madonna dei sette dolori, proveniente dalla chiesa della Misericordia. Sono presenti anche quattro dipinti cinquecenteschi donati da monsignor Odescalchi. Numerosi oggetti d’arte provengono da chiese scomparse durante le rivolte napoleoniche. La chiesa conserva un presepe del 1800.

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