A Ferrera in questi giorni non si parla d’altro. Nei bar, nei negozi, per strada, e in chiesa. Soprattutto in chiesa. «Arriva un nuovo prete, finalmente ne avremo uno tutto per noi».

COMUNITÀ IN ATTESA Il sacerdote in questione è don Luca Balzaretti, che lascerà l’unità pastorale di Santa Maria di Casaletto (Valle, Breme, Sartirana e Semiana) per trasferirsi in quella di Santa Maria della Fontana (Sannazzaro, Scaldasole, Pieve Albignola, Ferrera Erbognone, Balossa Bigli, Casoni Borroni) venendo così in aiuto al parroco don Luca Girello e a don Vladimir Soldo. «Di cosa ha più bisogno la comunità di Ferrera? – conferma don Girello – Di un sacerdote che, pur essendo a disposizione per tutta l’unità pastorale, risieda qui in canonica. La comunità soffriva molto della mancanza di un prete “fisso” in paese. Finora in questi quattro anni si sono abituati, diventando autonomi e ben organizzati, ma la presenza di don Luca Balzaretti li rincuorerà. Credo che abbiano anche bisogno di un maggiore spirito di collaborazione con le altre parrocchie dell’unità pastorale, ma questo poco a poco sta emergendo, ci arriveremo». I laici insomma ci sono: pochi ma buoni. Quelle che scarseggiano, in parrocchia, sono le nuove generazioni.
I giovani della comunità civile sono passati dall’oratorio, ma adesso fanno altro. Però sia per la catechesi sia per i centri estivi, qualche ragazzo di Ferrera c’è.
TRADIZIONE Una comunità tradizionale, che si accontenta di poche cose, dell’essenziale: Bibbia e fondamenti della fede. «Qui – prosegue don Girello – la festa del patrono san Giovanni Battista è molto sentita. Poi c’è la Caritas parrocchiale che funziona molto bene e serve circa 25 famiglie del territorio. E con tre o quattro catechiste riusciamo a garantire l’iniziazione cristiana a bambini e ragazzi». L’augurio di don Girello per i parrocchiani di Ferrera è che si realizzi la prospettiva dell’unità pastorale: «Che diventino capaci di sentirsi pienamente cristiani e di costruire una comunità di fratelli e sorelle che si vogliono bene, che quando arriva il prete sono felici di averlo e di ricevere i sacramenti; e quando il prete non c’è, sono comunque contenti e capaci di vivere in profondità la fede e la carità. Sono convinto che ce la faranno sempre di più. A loro auguro anche che le giovani generazioni, vedendo una Chiesa così, possano sentire di nuovo il fascino di fermarsi e dare il proprio apporto. È brava gente, le famiglie e i bambini sono bravi: al catechismo vengono, alla messa la domenica non tanto, però fondamentalmente non sono assenti. Manca forse solo un pezzettino in più. Ma poco a poco, con l’aiuto di Dio…»
«Facciamo anche lavori da uomini»

Per la parrocchia di Ferrera fanno di tutto: aprono e chiudono la chiesa, la puliscono, curano i fiori, preparano l’occorrente per la messa. «Manca solo che la celebriamo noi», scherza Monica Maffoli, che fa parte di un drappello di una quindicina di signore impegnate ad aiutare il parroco don Luca Girello e il curato don Vladimir Soldo.
«Facciamo anche lavori pesanti – spiega Monica – come spostare i busti dei vescovi sull’altare maggiore, o aggiustare la caldaia. E a volte, quando proprio siamo disperate, chiediamo aiuto a qualche uomo. Anche se ora che si muovono i mariti, abbiamo fatto in tempo a risolvere da sole. Abbiamo capito che metterci in gioco in prima persona era l’unico modo per tenere aperta la chiesa. Facciamo praticamente tutto quello che prima faceva il parroco, tranne ovviamente dir messa. Il fatto è che ci sono i ministri straordinari che portano l’eucaristia agli ammalati, a chi non può spostarsi da casa. Ma la gente non è abituata, soprattutto gli anziani vogliono il sacerdote».
In chiesa, per la messa, non manca nemmeno un piccolo coro accompagnato da un ragazzo alla chitarra. Monica fa anche la catechista: «Ho tre figli tra i 21 e i 29 anni, e rimettermi in gioco come “mamma” non è stato facile, perché le generazioni sono cambiate, ma fondamentalmente siamo riusciti a stabilire delle regole. Sabato 7 bambini hanno fatto la cresima, ed ero emozionata: sono i “miei” bambini».
Davide Zardo

