Raddoppio Milano-Mortara escluso dai piani Rfi, è polemica politica

Il raddoppio della ferrovia Milano-Mortara torna al centro del dibattito politico, ma questa volta a far discutere è soprattutto ciò che manca. Nel nuovo Piano commerciale 2026-2030 di Rete Ferroviaria Italiana, il documento che individua le opere infrastrutturali da realizzare nei prossimi cinque anni, non compare infatti alcun finanziamento né per il raddoppio integrale né per quello selettivo della tratta Mortara-Albairate. Una conferma che ha riacceso le polemiche tra associazioni di pendolari, opposizioni e maggioranza regionale.

L’AGGIORNAMENTO L’aggiornamento del contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e Rfi, approvato il 17 luglio, certifica che per la linea della Lomellina non sono previste nuove risorse. Per un’opera considerata strategica da migliaia di pendolari che ogni giorno raggiungono Milano per lavoro o studio, si tratta di uno stop dopo anni di annunci.

PENDOLARI INFURIATI L’associazione dei pendolari MiMoAl punta il dito contro la politica nazionale e locale. Nel mirino finiscono i parlamentari del territorio, accusati di non aver promosso iniziative decisive per ottenere il finanziamento dell’opera, il Ministero delle Infrastrutture, che non ha ancora nominato il commissario straordinario previsto dalla legge, e le amministrazioni comunali di Abbiategrasso, Vigevano e Mortara, ritenute poco incisive nel sollecitare Governo e Regione.

NEGRI (PD) PUNTA IL DITO Alle critiche si è unito il consigliere regionale del Pd Simone Negri, che definisce il raddoppio «un miraggio» ormai escluso dalla programmazione infrastrutturale. «Dopo anni di annunci e promesse – afferma – la Milano-Mortara continua a non essere una priorità né per il Governo né per Regione Lombardia. I pendolari continuano a convivere con ritardi, cancellazioni e disservizi su una delle linee più problematiche della Lombardia». Negri ricorda inoltre che il raddoppio della tratta Albairate-Abbiategrasso era già uscito dal Pnrr e sottolinea come oggi l’intera opera sia assente anche dal piano quinquennale di Rfi. Il consigliere chiede chiarimenti ai parlamentari del territorio e ai consiglieri regionali che negli ultimi mesi avevano annunciato interlocuzioni con il Ministero e con Rfi.

LA LEGA REAGISCE  La replica della Lega è arrivata direttamente dal consiglio regionale. I consiglieri Andrea Sala e Silvia Scurati hanno annunciato l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che impegna Regione Lombardia ad avviare un confronto con Ministero e Rfi per finanziare lo studio di fattibilità del completamento del raddoppio tra Abbiategrasso e Mortara, passando per Vigevano. Per il Carroccio il percorso più realistico è quello del raddoppio selettivo, con nuovi tratti a doppio binario nei punti più critici della linea. Secondo Sala e Scurati, la progettazione già disponibile fino ad Abbiategrasso dovrà essere preservata, mentre lo studio servirà a individuare il tracciato più efficace per estendere il raddoppio fino a Mortara. Resta però il dato più significativo: nei documenti ufficiali di Rfi il raddoppio della Milano-Mortara non compare tra le opere finanziate fino al 2030. La paura è che  il raddoppio resti solo una promessa .

Massimo Sala

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