L’Araldo ha chiesto ai quattro dirigenti scolastici degli istituti secondari di secondo grado del territorio di affrontare quattro temi per una vera ripartenza della scuola.
Gds (ha collaborato Ra)
L’Italia non ha effettuato i test Invalsi e non ha una misura della perdita didattica in termini di competenze e di abilità. Dove si concentrano le principali sofferenze?

«Avrò elementi più precisi dopo gli scrutini del primo quadrimestre – premette Matteo Loria, dirigente del Caramuel – ma al momento la percezione è che le criticità maggiori si concentrino nelle prime e nelle seconde. Gli alunni delle prime hanno frequentato in presenza solo un mese, non avendo quindi la possibilità di conoscersi tra loro, di conoscere i docenti, le nuove materie, il metodo di studio necessario per affrontare le difficoltà di una scuola superiore.
Non hanno potuto diventare “classi”
Lo stesso discorso si può fare per le seconde, che sono in Dad da un anno. Le valutazioni stanno peggiorando e ricevo continue segnalazioni di studenti che non si collegano oppure si collegano a singhiozzo, prediligendo le materie preferite; appaiono sempre più demotivati e disinteressati.
Del resto passare 5/6 ore davanti al Pc, pur con tutte le pause tra un’ora e l’altra che abbiamo previsto per tirare il fiato, non è uno scherzo






