I dirigenti scolastici degli istituti secondari di secondo grado di Vigevano riflettono sulla situazione nelle scuole superiori cittadine e raccontano le misure che stanno adottando per prepararsi a gestire la didattica a distanza e, qualora si tornasse in aula, eventuali modifiche alle lezioni.
(servizi a cura di Gds, Ra)
Alberto Panzarasa

DAL CAIROLI Difficoltosa la condizione vissuta dal Cairoli, come rivela il dirigente Alberto Panzarasa. «La Didattica a distanza ha preso il via con l’inizio della scuola in qualche classe di terza e di quarta, per un giorno alla settimana». Questo per evitare un afflusso eccessivo di persone nei locali del liceo, anche perché Panzarasa precisa che «le entrare scaglionate non sono state prese in considerazione». Piuttosto si è agito in termini di flessibilità: «Se i ragazzi arrivano alle 7.30 possono già entrare in classe – argomenta il dirigente – mentre se chi arriva prima si fermasse ad aspettare gli altri si creerebbero potenziali assembramenti». Una situazione che si verifica al termine della giornata scolastica:
I ragazzi aspettano gli amici – dice Panzarasa – creando inevitabili gruppetti, da giorni insistiamo raccomandando di allontanarsi dalla scuola e di aspettare i compagni di classe in un altro luogo
Guardando alle prossime settimane e alle indicazioni del nuovo Dpcm sulla scuola al pomeriggio, «per ora non sono previste lezioni pomeridiane». Più urgente sarebbe coprire le cattedre ancora scoperte; al liceo da quando la scuola è iniziata mancano ancora dieci insegnanti per completare l’intero organico. «Se sembrano pochi, confrontati ai numeri di altre scuole, per noi e i nostri studenti si tratta di una falla importante: se manca l’insegnante di ruolo, il programma viene avviato, ma non si sa fino a quando l’insegnante rimarrà in quella classe o verrà spostato. Questo crea disagio a livello didattico e non permette alla classe di sentirsi “compatta”».






