I dirigenti scolastici degli istituti secondari di secondo grado di Vigevano riflettono sulla situazione nelle scuole superiori cittadine e raccontano le misure che stanno adottando per prepararsi a gestire la didattica a distanza e, qualora si tornasse in aula, eventuali modifiche alle lezioni.
(servizi a cura di Gds, Ra)
Stefania Pigorini

DALL’OMODEO Salvaguardare salute e istruzione. Questa è la sfida da vincere secondo Stefania Pigorini, dirigente dell’Omodeo di Mortara.
Il diritto alla salute è prioritario e di fronte a esso tutto passa in secondo piano; ma è altrettanto importante il diritto allo studio. Dopo l’incertezza dello scorso anno scolastico, la scuola ha bisogno della presenza per recuperare il lavoro dello scorso anno. Il rischio è un effetto a catena sulla formazione degli studenti, con un percorso discontinuo che avrà ripercussioni sull’intero ciclo di studio e quindi sul progetto di vita di ognuno di loro
Per ora l’Omodeo era riuscito ad assicurare lezioni in presenza e distanziamento fisico. «Per due ragioni – conferma Pigorini – La copertura solo parziale delle cattedre e le strutture degli edifici e gli spazi disponibili sufficientemente ampi per ospitare in sicurezza tutti con il corretto distanziamento. L’abbondanza di aree verdi e la clemenza del tempo hanno consentito lo svolgimento dei due turni di intervalli all’aperto, evitando assembramenti». Da questa settimana era partita anche la Dad: «In ottemperanza alle disposizioni regionali l’abbiamo avviata a turno, per un giorno alla settimana per il triennio. Il biennio per ora aveva fatto lezione in presenza». In ogni caso, qualora si tornasse in aula, non serviranno fasce orarie diversificate perché «l’istituto ha due sedi, per ciascuna sono stati previsti tre percorsi d’ingresso differenti e questo consente l’accesso in sicurezza alla stessa ora». Da escludere un “orario esteso”, «eventuali turni pomeridiani francamente li metteremmo in atto solo se obbligati. Gli studenti del Liceo Artistico svolgono già da un minimo di 33 a un massimo di 35 ore settimanali. Anche per gli altri indirizzi le lezioni pomeridiane ci sembrerebbero poco efficaci, specie se dopo 6 o 7 ore di lezione come nell’indirizzo tecnico». Se l’epidmia permettesse di tornare in aula, più facile guardare al sabato, «ritornare a una articolazione delle lezioni su 6 giorni anziché 5 per distribuire in modo più uniforme il carico degli impegni».






