Vigevano, la piazza che fece arrabbiare i sudditi espropriati

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Due interessanti relazioni che hanno messo in risalto aspetti diversi della vita, della personalità e del carattere di Ludovico il Moro. A intervenire sono stati Giovanni Borroni, presidente della Società storica vigevanese, e Pier Luigi Muggiati, direttore dei Musei civici vigevanesi. «Sono sorpreso della ricchezza dei contenuti espressi nelle relazioni di stamattina – ha specificato Giovanni Borroni – che ci hanno permesso di conoscere ancor meglio la vita di Ludovico il Moro». Un uomo carismatico, da conoscere con più attenzione.
LE CITTA’ «Va ricordato che nel “tessuto geografico ludoviciano” hanno avuto importanza parecchie località – ha continuato Borroni – credo che non tutti sappiano della battaglia a Varese Ligure dove Ludovico combatté contro Sforza Maria, in seguito alla quale la duchessa Bona di Savoia fu costretta a trovare residenza ad Abbiategrasso. Anche Novara è protagonista della vita di Ludovico: noterete che le città che ho appena elencato magari vengono nominate in varie occasioni, ma pochi sanno dei legami stretti e talvolta strategici, sotto molti punti di vista, che esse hanno avuto con Ludovico».
03 PP Ludovico il Moro Vigevano - Società Storica Borroni
il presidente della Società storica vigevanese Borroni
DUCA INVISO Pier Luigi Muggiati ha analizzato il legame tra Ludovico e la Piazza, rivelando situazioni che esistono oggi come allora. Difatti, ha specificato, «quando pensiamo alla Piazza Ducale noi pensiamo al “nostro salotto” cittadino ignorando il fatto che, ai tempi del Moro, non veniva chiamata così, forse perché diverse erano le idee che Ludovico aveva sulla Piazza rispetto a quelle che aveva il “volgo”: perché Ludovico pensava a un ampliamento della stessa, era convinto che occorresse analizzare con la dovuta attenzione la distribuzione delle vie, quindi fece sistemare le strade, soprattutto quelle che davano accesso alla Piazza Ducale, raddoppiò il Castello, fece costruire una fortezza nuova. Tali lavori comportarono un  aumento delle tasse e chi non era nella condizione di pagarle non poteva che “cedere” quello che era suo al Comune. Vigevano fu solo esonerata dal pagamento dei cavalli, se questi ultimi venivano utilizzati per delle battaglie. Ma fu anche esonerata perché privata di parecchie delle pertiche che volevano dire incassi sicuri: per questo ed anche per altri motivi le operazioni che il Moro fece, a Vigevano, non vennero viste di buon occhio».
PIENI POTERI Non è tutto. «Con un atto pubblico il Duca nomina Ambrogio da Corte unico responsabile della nuova piazza – ha continuato Muggiati – proprio della “nuova piazza”, perché, secondo Ludovico, Vigevano aveva bisogno di fare un salto di qualità, di diventare un faro per i territori vicini e non solo, la piazza doveva dare dignità alla sede della corte. Per permettere che questo avvenga ad Ambrogio da Corte viene dato diritto di vita e morte: può decidere di far spiare e multare tutti coloro che si opponevano alle decisione di Ludovico».
Isabella Giardini

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