A Mede un convegno sul lavoro

Il lavoro povero, ovvero quello che segna la differenza tra chi un impiego ce l’ha, e chi no. Oppure ce l’ha e non è abbastanza retribuito, o non regge al caro-vita.

Di tutto questo si è parlato al teatro Besostri di Mede nel pomeriggio di sabato 20 maggio, nell’incontro “Lavoro povero e politiche attive del lavoro”, organizzato dal Comune e delle Acli provinciali, responsabili insieme alla Diocesi di Vigevano di uno Sportello lavoro che interessa 13 Comuni.

Un’opera di volontariato portata come esempio da Francesco Perotti, sindaco di Dorno, che ha anche sottolineato, come molti altri relatori, a partire dal collega di Mede, Giorgio Guardamagna, l’importanza del progetto di contro-esodo delle aree interne voluto da Regione Lombardia. Luigi Cucchi delle Acli ha individuato la frattura tra chi ha il lavoro e chi non ce l’ha, sottolinenando con le parole di Giovanni Bianchi, fondatore del Partito Popolare Italiano ed ex presidente delle Acli, come il lavoro sia “un luogo teologico”, base per libertà ed edificazione. L’assessore medese Marco Correzzola ha spiegato il compito dei servizi sociali, riportando un dato preoccupante:

il 28% dei giovani tra i 18 e i 29 anni non guadangna più di 9mila euro all’anno.

Buone notizie invece dal vicepresidente delle Istituzioni riunite, Rodrigue Serafini, che ha illustrato l’organizzazione che tra casa di riposo e scuola per l’infanzia conta un centinaio di dipendenti. La Fondazione istituzioni riunite di Mede infatti dà un contributo ai propri dipendenti della Rsa per l’iscrizione ai corsi di formazione Asa, Oss e tripla Oss. Don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana, ha sottolineato la fragilità dei giovani, spiegando come il concetto di dignità debba diventare cultura, e che per uscire dalla povertà lavorativa dovranno passare almeno cinque generazioni. Il sindaco di Pieve del Cairo, Niccolò Capittini, titolare di un’impresa edile, ha raccontato la difficoltà nel trovare lavoratori esperti sotto i 50 anni. Enzo Garofoli dell’Enaip ha dichiarato che la flessibilità non deve diventare precarietà, mentre l’ex dirigente bancario Dario Orbelli Biroli ha parlato di credito e microcredito. Le conclusioni dell’incontro, moderato da Renata Panas delle Acli, sono state affidate a don Andrea Padovan, responsabile della pastorale sociale e del lavoro.

Davide Zardo

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