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    Elezioni 2022 / Anche a Vigevano dominio FdI, Lega peggio che nel 2013

    Fratelli d’Italia ha sbaragliato la concorrenza anche in provincia di Pavia.

    Il partito di Giorgia Meloni si è affermato come primo anche a Vigevano e in generale in Lomellina, storici feudi della Lega su cui ora svetta la fiamma tricolore.

    Il risultato nazionale è già di per sé è eclatante, non solo il 26%, ma anche l’unica forza ad aumentare il numero di voti (+410% rispetto alle politiche del 2018) mentre tutte le altre hanno visto una diminuzione, nondimeno si accresce se si stringe l’inquadratura su Lombardia (30.8% alla Camera), provincia di Pavia (30.4% nel collegio uninominale per Montecitorio) e Vigevano, dove tocca il 31.7%, dato superiore a quelli di Pavia (22.1% grazie a un’ottima performance del Pd che si è affermato come primo partito nel capoluogo), Voghera (27.5%, qui ha tenuto la Lega col 13.3%) e inferiore solo a quello di Mortara (36.3%), la città dove nella scorsa primavera un sindaco di FdI ha stravinto il derby interno al centrodestra.

    Elezioni - Salvini a Vigevano
    Salvini a Vigevano nel 2018

    CENTRODESTRA Nella coalizione che andrà a formare il governo FdI si è imposta come prima forza tanto sul piano nazionale quanto su quello locale. A Vigevano i voti sono aumentati del 511.6% (erano 1495, sono 8593), in Provincia addirittura del 1159%, del resto sul piano italiano si è passati da 1.4 milioni di elettori del 2018 a 7.3 di domenica ovvero dal 4.35% al 26%. Non è andata altrettanto bene a Forza Italia, che pure era considerata in disarmo e ha saputo difendersi: in Lombardia è all’8.5%, in provincia al 10.1%, a Vigevano al 10%, anche se l’emorragia di consensi è innegabile sia in percentuale sia in termini assoluti, con un -50% su base nazionale che ben simboleggia la discesa da 4.6 milioni di preferenze a 2.3, ma anche da 5753 a 2708 nella città ducale. L’autentico tracollo tuttavia è quello della Lega, che pur facendo parte della coalizione vincente è a tutti gli effetti la forza sconfitta di queste elezioni. Dal 17.4% delle politiche del 2018 si è scesi all’8.8% (-56.8%) ovvero da 5.7 milioni di voti a 2.5; in Lombardia il Carroccio è al 13.8%, nel pavese al 13.5%, a Vigevano al 12.9%: in termini assoluti sono meno voti del 2013, il minimo storico leghista a livello nazionale (4%), che aveva aperto le porte alla segreteria Salvini. Allora i supporters vigevanesi furono 3810 (11.2%), questa volta sono stati 3487.

    CENTROSINISTRA Tra gli sconfitti occorre annoverare anche il Pd, che in Italia si ferma al 19.1%, leggermente meglio di cinque anni fa, ma con il 13.2% di voti in meno (da 6.2 milioni a 5.3). In Lombardia il traguardo toccato è quello del 19.2%, che in Provincia scende al 17.7% e a Vigevano al 17%: sorprende il dato basso alla Camera nella città ducale, visto che qui i dem candidavano il consigliere comunale Corsico Piccolini; è vero che rispetto al Senato c’è un risultato migliore, ma si tratta di 203 voti. Alle comunali del 2020 il Pd aveva preso meno, il 15.9%, ma se si considera la coalizione – le due civiche di fatto pescavano elettori nella stessa area – il risultato fu superiore a quello attuale. Un discorso simile si può fare per l’altra candidata locale, Silvia Baldina del Movimento 5 Stelle: al Senato, dove correva, ha ottenuto 100 consensi in più di quelli conseguiti dal suo partito alla Camera. Sul piano italiano il M5S è il partito che ha perso più voti di tutti, -59.7% passando dai 10.7 milioni del 2018 ai 4.3 attuali, ciononostante può festeggiare il suo 15.4% perché frutto di una rimonta rispetto alla percezione d’inizio estate. Il consenso dei grillini è molto influenzato dal territorio, tanto che in Lombardia si ferma a meno della metà (7.6%), nel pavese va peggio (7.5%). Chi invece fa meglio in Regione (8%) e in Provincia (8.5%, simile a Vigevano) rispetto al dato nazionale (7.8%) è il Terzo Polo, formato da Azione e Italia Viva. Qui non è possibile fare paragoni col passato, essendo la prima volta che le due forze si presentano alle elezioni.

    GLI ELETTI Ultimo capitolo dedicato a chi ha conquistato i seggi in palio nei collegi di cui facevano parte Vigevano e la Lomellina. Al Senato promossi il pavese Gian Marco Centinaio (uninominale, Lega) e il collega di partito Alessandro Morelli, per FdI Daniela Santanché e Sandro Sisler (al posto di La Russa eletto anche altrove), per Fi Licia Ronzulli (qui lascia il posto libero Berlusconi), per il Pd Carlo Cottarelli e Simona Malpezzi, per il Terzo Polo Mariastella Gelmini (Renzi è stato eletto in più collegi), per il M5S Elena Sironi, per Verdi-Si Tino Magni (Ilaria Cucchi ha vinto anche un uninominale e lascia libero il seggio). Alla Camera l’ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo (uninominale, Fi) con l’azzurro Andrea Orsini, per FdI la pavese Paola Chiesa e Carlo Maccari, per la Lega Luca Toccalini (Silvana Comaroli ha conquistato anche un altro collegio), per il Pd Lorenzo Guerini e Antonella Forattini, per il Terzo Polo Mauro Del Barba.

    Giuseppe Del Signore

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