Pnrr / Ecco le Case della comunità, arriva la nuova sanità pavese

-

Quasi sedici miliardi di euro. Sono le risorse che il Governo italiano ha stanziato per la missione 6 del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza,

quella dedicata alla salute, alla quale sono stati destinati per l’esattezza 15.63 miliardi di euro, di cui 7 per la componente 1 dedicata a “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” e 8.63 alla numero 2 volta a “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale”.

E’ per gran parte su questi fondi che poggia la riforma della sanità regionale che è in discussione in queste settimane e che dovrebbe diventare legge entro la fine di novembre, ridisegnandone la geografia in senso letterale visto che dovrebbero nascere 203 Case della comunità, 60 Ospedali della comunità, 101 Centrali operative territoriali oltre ai nuovi distretti in cui si articoleranno le Asst, dei dipartimenti dedicati alla prevenzione e alle cure primarie guidati da un direttore. Tra questi, secondo la deliberazione regionale 5373 dell’11 ottobre scorso,

una Casa dovrebbe aprire a Vigevano (3 totali in Provincia), due Ospedali comprensivi di Casa dovrebbero essere attivati uno a Mede e uno a Mortara (in tutto 3), e potrebbe esserci spazio anche per un distretto, essendone previsto uno ogni 100mila abitanti.

Osservatorio 31-07 ospedale letto vuoto

INGRESSO Le Case e gli Ospedali della comunità sono il cuore della prima componente del Pnrr e dovrebbero consentire al sistema sanitario di avvicinarsi al cittadino e di rispondere meglio alle sue esigenze. Le prime si configureranno come «lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici» e diverranno

il punto di accesso alle prestazioni sanitarie

Si tratterà di luoghi fisici in cui opererà un team multidisciplinare formato da medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri, altri professionisti della salute e assistenti sociali.

Qui saranno accessibili prestazioni informatiche – ad esempio per la scelta e revoca o per le domande d’invalidità – e prestazioni mediche, a partire dal punto prelievi e dalla diagnostica di base (ecografi, cardiografi, spirometri, ecc), nonché strumenti a disposizione di anziani e fragili.

Gli Ospedali invece entreranno in gioco nella gestione dei pazienti “sub-acuti” cioè quei soggetti che non necessitano più di un monitoraggio specifico e che allo stesso tempo non possono rientrare al domicilio o in una Rsa. Saranno «a gestione prevalentemente infermieristica» e avranno da 20 a 40 posti letto, da un lato riducendo gli «accessi impropri» a ospedali e pronto soccorso e dall’altro dando alle famiglie «il tempo necessario per adeguare l’ambiente domestico». Regione Lombardia prevede di attivare il 40% di queste due strutture entro il 2022, il 30% entro il 2023 e l’ultimo 30% entro il 2024.

PP Pnrr - prima riunione cabina di regia
la prima riunione della cabina di regia del Pnrr

A 360° Non è solo attraverso questi due strumenti che il Governo interverrà per risolvere le criticità italiane, che il Pnrr identifica in «significative disparità territoriali»,

inadeguata integrazione tra servizi ospedalieri territoriali e sociali

«tempi di attesa elevati», «una scarsa capacità di conseguire sinergie» per rispondere a «rischi ambientali, climatici e sanitari», pur in presenza di «esiti sanitari adeguati» e di una «elevata speranza di vita alla nascita» rispetto al contesto Ue. Il secondo investimento della componente uno è dedicato a promuovere la «Casa come primo luogo di cura», con uno stanziamento di 4 miliardi, ragione per cui saranno attivate 602 Centrali operative territoriali che andranno a potenziare la telemedicina – con funzioni di teleconsulto, teleassistenza, telemonitoraggio e telerefertazione – e si intende aumentare fino al 10% la quota della popolazione over65 presa in carico tramite assistenza domiciliare, facendo anche affidamento su un sistema informativo che dovrebbe consentire alle Ats di monitorare i dati clinici in tempo reale. A monte di tutte queste piattaforme e servizi erogati in forma digitale o fisica, ci sarà la riforma di «Servizi sanitari di prossimità, strutture e standard per l’assistenza sul territorio», che entro la metà del 2022 dovrà definire «standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei» e «un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health”» ovvero un modello che considera salute umana, animale ed ecosistema come indissolubilmente legate. Si tratta della cornice entro cui collocare Case, Ospedali, telemedicina.

03 PP Giovani - Fondazione Mondino
l’Irccs Mondino

RICERCA La seconda componente si concentra viceversa su innovazione, ricerca e digitalizzazione. Si tratta di aspetti che interessano da vicino il territorio pavese, a partire dalla riforma della rete degli Irccs come policlinico San Matteo, Mondino e Maugeri. In questo campo si provvederà entro il 2022 a rivedere l’assetto regolamentare e il regime giuridico degli Istituti, con l’obiettivo di definire meglio le aree di competenza, potenziare la gestione strategica – si prevede di rafforzare la governance aumentando le responsabilità di direttore generale e scientifico in funzione dei risultati da raggiungere – e costituire una rete integrata tra di essi. Analogamente saranno significativi per il territorio gli investimenti per lo «ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero»,

4 miliardi dedicati a sostituire 3133 grandi apparecchiature quali Tac, risonanze, mammografi, ecotomografi, acceleratori lineari e simili,

nonché a digitalizzare i Dea di primo e secondo livello, e quelli per il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico, che con 1.67 miliardi è destinato a diventare il punto di accesso per fruire i servizi essenziali del Ssn, una base dati a disposizione dei professionisti per ricostruire la storia clinica di ciascun paziente e delle Ats per l’analisi di dati clinici finalizzata a migliorare le prestazioni offerte. Infine anche la sottocomponente dedicata alla ricerca scientifica avrà un impatto, perché in questo ambito è previsto di rafforzare la medicina di base aumentando le borse di studio di medicina generale, 900 aggiuntive dal 2021 al 2023, avviando una formazione straordinaria su infezioni ospedaliere e competenza manageriali e digitali del personale sanitario, attivando 4200 contratti specialistici aggiuntivi per superare lo “imbuto formativo” che blocca il passaggio dei laureati in medicina alle scuole di specialità, ritardandone l’ingresso nel mondo del lavoro.

Giuseppe Del Signore

Pubblicità

Per info sulla pubblicità:
Email - araldo@diocesivigevano.it
Telefono 3286736764

spot_img

POPOLARI