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    Tragedia in casa Viris Vigevano: ds travolto da una bici

    Stava assistendo la sua squadra, quando è stato travolto da una bicicletta lanciata ad alta velocità. E’ una tragedia che ha lasciato attonito l’intero panorama ciclistico italiano quella che ha colpito la Viris Vigevano, storica società ducale, e il suo direttore sportivo Stefano Martolini, 41 anni, deceduto la scorsa domenica in seguito a un grave incidente sul rettilineo finale del Trofeo Comune di Castelfidardo, gara in provincia di Ancona che chiudeva la Due Giorni Marchigiana per Elite e Under 23. Il dirigente, che si era appostato sul marciapiede in prossimità del traguardo per rifornire gli atleti della sua squadra, è stato travolto in pieno da un ciclista lanciato a oltre 60 km orari per la volata dopo che il gruppo aveva sbandato e si era allargato a sinistra uscendo parzialmente dalla sede stradale.

    In quel punto non erano state sistemate transenne: l’impatto è stato inevitabile.

    L’INCIDENTE Il corridore, il 23enne della Work Service Nicola Venchiarutti, dopo lo scontro è stato portato in elisoccorso all’ospedale di Ancona con delle fratture alle vertebre: il ciclista, come atto dovuto, è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Non c’è stato invece nulla da fare per Martolini, deceduto praticamente sul colpo a causa del violento impatto con la bicicletta e della conseguente caduta a terra, che gli ha fatto sbattere la testa contro l’asfalto. Il Pubblico Ministero della Procura di Ancona Andrea Laurino, nell’ambito del procedimento penale aperto dopo la tragedia, aveva disposto l’autopsia della salma, presso l’obitorio dell’ospedale “Torrette”, per la giornata di mercoledì scorso: solo una volta ultimate le operazioni peritali arriverà il nulla osta alla sepoltura da parte dell’autorità giudiziaria, con i congiunti di Martolini che potranno fissare la data del funerale. A riguardo dell’incidente, già dalle ore successive sui social e su alcuni siti web erano comparse immagini e video dello scontro fatale: una situazione che ha scioccato il fratello e il padre della vittima (che non era sposato e non aveva figli) che tramite i propri rappresentanti hanno chiesto di rimuovere almeno gli ultimi secondi relativi all’impatto e all’immagine del loro caro esanime a terra, apprezzando invece la scelta di quanti avessero ritenuto di non divulgare il filmato.

    IL RICORDO DI PIRRO Originario di Magenta e residente a Santo Stefano Ticino, da due anni Martolini aveva preso in mano la gestione della società ducale, dopo l’ottimo lavoro svolto con a Busto Garolfo. Leonardo Pirro, patron della Viris, è ancora incredulo per quanto accaduto a chi, in pochi anni, era riuscito a conquistarsi la stima di tutto l’ambiente: più volte ripete di non avere parole. «L’avevo chiamato io, perché sapevo che era bravo: così nel 2019 gli ho dato la mia carica di ds. Si occupava di tutto lui: faceva il meccanico, la contabilità, il direttore sportivo… era davvero attaccato al suo lavoro, è una grossa perdita». Anche, e soprattutto, a livello umano: «Ci teneva ai suoi ragazzi, sapeva come stimolarli: anche loro sono a pezzi». Tanto che anche il futuro stesso della società, che quest’anno festeggia il 75esimo anniversario d’attività, rischia di essere compromesso: «Andiamo avanti fino a fine giugno, poi faremo le nostre riflessioni – conclude Pirro – sono talmente giù di morale in questo momento che mi sto convincendo di lasciar perdere tutto».

    IL CORDOGLIO DEL MONDO DEL CICLISMO Buona parte del mondo delle due ruote nazionale, d’altra parte, ha espresso cordoglio per una disgrazia che ha colpito tutti nel vivo: società, dirigenti e atleti da tutta Italia hanno mandato messaggi di solidarietà e vicinanza alla Viris e alla famiglia di Martolini. In particolar modo chi aveva avuto l’occasione di lavorare a stretto contatto con il tecnico, come Andrea Piccolo, ciclista della Gazprom che nella scorsa stagione si è rilanciato sportivamente proprio tra le fila della Viris: «L’ho fatto tante volte ma questa volta non sarà mai abbastanza. Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di rialzare le braccia al cielo e di aver ritrovato con te la vera “fame” di vittoria – è il saluto, postato sul proprio profilo Instagram – ogni domenica era un piacere andare alle corse con te e oggi purtroppo siamo qua a piangere la tua perdita. Per tutti eri un direttore sportivo, per me eri un compagno di squadra aggiunto».

    Alessio Facciolo

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