Viaggio in parrocchia / La Madonna Pellegrina, una chiesa di frontiera

Una parrocchia di frontiera. È il Cuore Immacolato di Maria, nota anche come “La Pellegrina”, situata in via Monti a Vigevano di fianco alla casa di riposo “Padre Giovanni Balduzzi”. A guidare la comunità, dal 30 ottobre 2021, il parroco don Gianluca Zagarese, arrivato dopo 10 anni a San Martino Siccomario.

AL BORDO La parrocchia è nota per la sua mensa dei poveri, che grazie all’associazione “Insieme a mensa” fornisce pasti ai bisognosi ogni settimana dal lunedì al venerdì. «Ricominciare dopo dieci anni è stato difficile, ma mi sono trovato bene in questa parrocchia cresciuta all’ombra del quartiere Pietrasana». Una zona laboriosa, piena di industrie, in cui «molti non sentono la parrocchia come punto di riferimento, anche perché nel quartiere sono diversi gli immigrati di fede musulmana. I miei predecessori hanno ricavato spazi importanti soprattutto per la mensa, poi la pandemia ha segnato il passo». Si vede anche nei numeri:

Abbiamo pochi battesimi, quasi nessun matrimonio, e famiglie giovani che sono migrate da altre parti. Ci difendiamo con il Grest per cinque settimane in estate, con la partecipazione di bambini di famiglie musulmane. Ogni domenica celebriamo tre messe.

PUNTI DI FORZA Il fiore all’occhiello della parrocchia è l’assistenza ai bisognosi, con la mensa e un magazzino di vestiario e oggetti domestici. «Poi c’è il gruppo anziani “Sempreverdi” con gite, incontri a Natale e Pasqua. La nostra è una parrocchia di frontiera che opera nella carità e nella cura del prossimo, sempre nell’attenzione a un dialogo interreligioso. Abbiamo avviato una collaborazione con le vicine parrocchie di San Giuseppe al Cascame e Cristo Re in Brughiera, in vista di una possibile unità pastorale, per processioni, funerali, e per un centro d’ascolto. Ci sono tre direttrici sulle quali ogni parrocchia cercherà di lavorare: famiglie, carità, giovani. Poi abbiamo un gruppo di Rinnovamento nello spirito, la catechesi, il gruppo adolescenti, il centro d’ascolto, il gruppo “Primi passi”con l’area per i piccoli durante la messa».

Chiesa Pellegrina

IL PARROCO Don Zagarese, classe 1969, di formazione perito elettronico, proviene da una famiglia numerosa: «I miei genitori vengono da Benevento, ho cinque fratelli. A Vigevano ho frequentato la parrocchia dell’Addolorata, dove ho fatto un percorso giovanile che mi ha portato al seminario nel 1989 e al sacerdozio nel 1995».

Ero perito ed è stato un cammino di sei anni sotto il vescovo monsignor Giovanni Locatelli, che mi ha aiutato moltissimo.

PRIMI PASSI Il primo incarico è stato quello di coadiutore di don Antonio Lova nella parrocchia di Santa Croce a Mortara, con un’attenzione specifica al catechismo, «questo grazie a un percorso formativo a Santa Giustina di Padova, a cui don Giovanni Zorzoli, a Mortara, ha aggiunto stabilità e saggezza». Quindi il ruolo di parroco dell’unità pastorale di Mortara, sciolta nel 2000. «Nel 2006 il vescovo monsignor Claudio Baggini mi mandò a Sannazzaro, dove sono stato parroco “di campagna” per una decina d’anni. E’ stata una bella comunità, diversa dalla città. Per la prima volta avevo la possibilità di occuparmi di vari contesti. Avevo anche Balossa Bigli e, in seguito, Mezzana Bigli e Casoni Borroni. Poi sono stato cinque anni a San Martino Siccomario, parrocchia “anomala” perché i cittadini si sentono più pavesi che lomellini».

Davide Zardo

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