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    Test per gli anticorpi: dopo Robbio esami anche in Lomellina

    Il Comune di Robbio ha aperto a tutti i 6mila cittadini la possibilità di sottoporsi a un test, che presto verrà adottato da altri centri lomellini. Non si tratta di un tampone, ma di un esame del sangue che ricerca la presenza di anticorpi al Coronavirus, le immunoglobuline Igm e Igg. In questo modo è possibile confermare i positivi, riscontrare la presenza del virus negli asintomatici e distinguere chi, con gli stessi sintomi, ha avuto infezioni diverse. La prima fase di sperimentazione a Robbio ha coinvolto 38 pazienti. Sedici donne e ventidue uomini tra i 28 e i 74 anni sono entrati uno alla volta, sotto il controllo della Protezione civile, in una sala appositamente riservata del Palasport e medici e infermieri hanno fatto i prelievi. Risultato: 12 casi positivi, cioè il 29 per cento.

    L’iter è semplice: attraverso un numero verde indicato dal Comune basterà prenotare il proprio esame, che costa 45 euro. «Ai bisognosi penserà l’amministrazione municipale», assicura il sindaco Roberto Francese. La priorità verrà data alle categorie di persone più a rischio: quindi operatori sanitari e forze dell’ordine, sintomatici segnalati dai medici di base e non considerati dalle Ats, persone a stretto contatto con individui positivi. La possibilità è aperta anche a chiunque voglia aderire anche se non è residente a Robbio». «Possiamo fare 550 test al giorno – spiega il primo cittadino robbiese, enunciando il modus operandi utilizzato in questi giorni – e l’esame è aperto a tutta la popolazione. Presto lo sottoporremo a oltre 350 persone che stanno in casa di riposo: non solo agli ospiti ma anche a tutti gli operatori, chi fa le pulizie e i parenti».

    TEST RICHIESTO ANCHE IN ALTRI COMUNI Il test analizza le immunoglobuline M (Igm) e G (Igg) ed è in grado di individuare gli individui sani, gli infetti e soprattutto chi ha l’infezione in corso oppure chi ha smaltito la malattia ed è in fase di guarigione. «Non è un esame rivoluzionario, è la stessa procedura usata per la toxoplasmosi, la rosolia, l’Hiv. – spiega il dottor Andrea Adessi, medico di Vercelli e coordinatore dell’iniziativa affidata all’istituto Varalli di Napoli, specializzato in test genetici e pre-natali – Si dosano gli anticorpi nel sangue di chi è stato contagiato: gli Igm individuano l’infezione in corso, gli Igc sono gli anticorpi che si sviluppano durante le malattie e in fase di guarigione. Non serve una diagnostica per trovare tutti i malati, è una fotografia della situazione, poi sarà la struttura pubblica a gestire i dati, e a prendere provvedimenti». Il test è stato richiesto anche in molti altri Comuni lomellini, come Castello d’Agogna, Castelnovetto, Nicorvo, Cilavegna, Sannazzaro.

    Se la ricerca venisse ampliata – commenta il dottor Adessi – ci sarebbero molti più elementi su cui fare una valutazione, un punto di riferimento per calibrare un ritorno alla normalità. È chiaro che è diverso sapere di avere 12mila morti su 70mila piuttosto che su 400mila.

    «C’è una grande incognita – conclude il medico – ed è rappresentata dal fatto che alcuni contraggono il virus e sono asintomatici, mentre altri finiscono in rianimazione. E attenzione, quello che il virus colpisce solo gli anziani è un mito da sfatare».

    VIA AGLI ESAMI IN LOMELLINA Tra i comuni lomellini, Castello d’Agogna ieri (venerdì 3 aprile) ha effettuato i primi test su 120 persone, il 10% della popolazione. «Abbiamo colto la possibilità proposta dall’Istituto diagnostico Varelli acconsentendo ad effettuare questo test – spiega il sindaco William Grivel – Lo abbiamo fatto certi di dare ai nostri cittadini risposte importanti in questo momento perché i risultati non solo saranno un patrimonio prezioso per la medicina ma aiuteranno ad arginare ulteriormente il problema e rasserenare gli utenti. Oggi il test è stato sottoposto anche ad alcuni dottori della zona».

    Nel pomeriggio stesso, anche a Castelnovetto parte della popolazione ha deciso di sottoporsi agli esami. Anche a Cilavegna i test sono già stati approvati, sia per la popolazione sia per ospiti e dipendenti della Rsa Casa Serena. Alla casa di riposo già 200 provette di sangue sono pronte per essere prelevate dai tecnici del laboratorio, mentre per i cittadini l’adesione sarà volontaria: il Comune ha dato indicazione di chiamare ai numeri 0381 668041 e 0381 668042 o di inviare una mail all’indirizzo ammgen@comune.cilavegna.pv.it entro lunedì 6 aprile per darne comunicazione ai responsabili. Il costo, di 45 euro, sarà a carico della persona interessata. «Questi test – ha comunque ricordato il sindaco Giovanna Falzone – hanno valenza non diagnostica, ma per il momento di campionatura statistica, per avere in futuro rete di controllo più efficiente». Essendo affidati a un laboratorio piemontese, questi esami sierologici non sottostanno allo stop imposto da Regione Lombardia, che comunque ha annunciato che potrebbe rivedere la propria posizione a riguardo.

    Alessio Facciolo
    Davide Zardo

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