Denatalità / A Vigevano prosegue l’inverno demografico, -500 residenti

Una rondine non fa primavera, forse cinque annunciano l’inverno demografico.

Negli ultimi otto anni per ben cinque volte Vigevano ha visto ridursi la sua popolazione, di cui tre negli ultimi quattro, e non fa eccezione il 2022, che anzi è il secondo peggiore,

dietro solo al 2020, segnato dall’eccesso di mortalità per la pandemia di coronavirus. Il 2022 invece è stato all’insegna di una riconquista della normalità, ma nella città ducale i residenti sono diminuiti dello 0.8%, un valore che sembra piccolo, ma che equivale a 477 vigevanesi in meno ed è comunque superiore al dato italiano (-0.3%). Si tratta di un’involuzione che pare slegata dal resto del territorio lomellino, dove si hanno timidi segnali di crescita: a Mortara +0.4% (60 cittadini), a Gambolò +0.3% (33), a Garlasco +0.5% (52) e non è detto che alcuni dei nuovi abitanti non provengano proprio dalla “metropoli”.

IN PERDITA Il bilancio negativo di Vigevano è il frutto di una diminuzione delle “nuove leve” e di un aumento di chi muore o se ne va. Le nascite sono state a livello del 1945, l’ultimo anno della seconda guerra mondiale e quindi non il più propizio per allargare la famiglia; 419 allora, 421 nel 2022, per l’ottavo anno consecutivo al di sotto di quota cinquecento, quarto peggiore risultato nel ventunesimo secolo. Allo stesso tempo le iscrizioni sono diminuite rispetto al 2021, passando da 2341 a 1936 (nei Duemila la media è stata di 2322), i decessi sono aumentati, da 807 a 833, terzo per valore negli ultimi due decenni, e così anche le cancellazioni, da 1837 a 1921, arrivando quasi a eguagliare chi si è trasferito dall’estero o da altri comuni (+15 il saldo, nei dodici mesi precedenti era stato +504).

IL TERRITORIO Allargando lo sguardo, in Lomellina la situazione è diversa a seconda del municipio: Mortara segna il terzo peggiore anno del secolo per nascite (91, nel 2021 e nel 2019 84, l’ultimo lustro è stato il più negativo per la città dell’oca da questo punto di vista) e il secondo per morti (228 contro i 281 del 2020), ma il rapporto tra iscrizioni e cancellazioni è in ripresa di 197 unità (+32 nel 2021, +162 la media del ventennio), Gambolò ha toccato il suo record negativo per i nuovi bebè (49) e il terzo picco più alto per i decessi (130 dopo i 160 del 2020 e 136 del 2021), nondimeno si dimostra attrattivo dall’esterno con 422 nuovi iscritti in anagrafe a fronte di 308 cancellati (+114, terzo dato positivo nell’ultimo decennio), Garlasco ha conosciuto un rimbalzo dei fiocchi rosa/azzurri (64 rispetto ai 46 e 49 del biennio precedente), anche se il 2022 è stato il secondo più negativo per i morti (203, 215 nel 2020), compensato a livello demografico da un saldo ingressi/uscite molto positivo (+191, la media dell’ultimo decennio è +85, è il risultato migliore degli anni Duemila).

MAGNETE SCARICO Al contrario Vigevano sembra aver perso il suo effetto calamita, tanto che per la terza volta in dieci anni anche la popolazione di origine straniera è in calo (-0.8%). Se nel 2020 la flessione era legata al lockdown (-4%) e nel 2015 poteva sembrare estemporanea (-1.3%), questo nuovo segnale potrebbe essere l’araldo di una nuova fase demografica nella storia cittadina. Del resto l’Istat prevede che nell’arco di dieci anni i residenti saranno in diminuzione in quattro comuni su cinque e questo a causa della diminuzione della fecondità femminile e «di livelli migratori sfavorevoli per alcune realtà territoriali».

VIG Vigevano demografia - culla

PIRAMIDE Il che si traduce anche nella città ducale in una piramide dell’età schiacciata verso il basso (i giovani) e allargata verso l’alto (gli anziani): i minorenni sono il 15.7% del totale dei vigevanesi (nella sostanza stabili da tre anni a questa parte), chi ha tra 19 e 42 anni rappresenta il 25.8% (era il 27% un anno fa), chi ne ha tra 43 e 64 il 34% (era il 33.2%), chi ne ha tra 65 e 90 il 23.4% (era il 22.7%), gli ultranovantenni sono l’1.2% (erano l’1.5%). A rendere meno marcato l’invecchiamento della popolazione sono proprio i residenti stranieri, che rappresentano un sesto del totale (15.9%); tra loro gli under18 sono il 27.3%, nel gruppo 19-42 rientra il 41.5% ovvero sette su dieci hanno meno di 43 anni, mentre in quello 43-64 si trova il 27.8% e gli over65 sono il 3.3%. A questi numeri occorrerebbe aggiungere chi ha ottenuto la cittadinanza, 94 persone solo nel 2022 (erano 106 nel 2012). E bisognerebbe sottrarre chi se ne va. Nel 2022 sono stati 1437 i cancellati per trasferimento in altro comune italiano, 116 quelli per trasferimento all’estero, più chi parte mantenendo la residenza.

Giuseppe Del Signore

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