Reportage dalla “mala” movida tra chiacchiere e bicchieri

Ultimi saluti tra amici, qualche risata al bar e il passo lento di chi si appresta a tornare a casa dopo una serata in compagnia. È l’una e mezza di notte in una calda serata di inizio settembre in Piazza Ducale e il salotto vigevanese, piano piano, comincia a svuotarsi di chi lo vive. Nonostante non sia scontato, balza subito all’occhio un particolare: ma i giovani dove sono?

«Ci vediamo al solito posto?» chiede una ragazza al telefono, e al presunto tacito responso dall’altra parte dello smartphone, si allontana dal salotto ducale e con lei altri, tutti diretti verso la stessa direzione, via del Popolo. Ma la giovane non è l’unica a imboccare quella strada senza esitazione e con passo frettoloso. Non a caso, più ci si avvicina alla via e più si vedono ragazzi e ragazze e, mentre si percorre la strada, il brusio di voci e risate aumenta sempre di più, finché ad un certo punto ci si ritrova davanti a una vera e propria marea di persone. Un numero tale di giovani tutti ammassati come sardine che impedisce di passare anche a piedi per raggiungere l’altro capo della via.

Ebbene sì, questa volta ad essere stata presa d’assalto dalla movida dei giovani vigevanesi è stata proprio la via del Popolo che, da non molto tempo, ospita alcuni dei locali più gettonati dagli under 30 ducali, ormai diventati punto di ritrovo per centinaia di giovani, e non solo di Vigevano. Un’abitudine che, se da una parte ha trovato la partecipazione di orde di ragazzi, dall’altra non è andata giù a pochi residenti della zona che lamentano schiamazzi fino a notte fonda, escrementi nei portoni vicini, risse e spaccio fino alle 4 del mattino, essendo alcuni dei locali aperti fino alle 3. L’Araldo Lomellino è sceso direttamente in campo per documentare in prima persona quello che realmente accade durante la famigerata “mala movida” vigevanese, argomento di grande dibattito nella città ducale, soprattutto nel corso di questa calda stagione estiva. Una situazione che ha portato i residenti della zona a portare avanti una battaglia legale contro i gestori dei locali, complici di essere radunatori dei giovani lanzichenecchi e di spingere il comune a mettere a disposizione degli steward per mantenere la sicurezza. Una sicurezza che rischia di essere minata da ragazze e ragazzi armati di cocktail che semplicemente chiacchierano e ridono fino a tarda notte nella centrale via del Popolo.

Movida Vigevano

Del resto questa abitudine di ritrovo non è nuova a Vigevano, essendo che questi raggruppamenti di giovani si sono susseguiti in più zone del centro. Prima su tutte l’area del mercato coperto, fino a qualche anno fa fulcro della movida ducale. Ritrovo che poi si è spostato in piazza Ducale, nei pressi del bar Largo 34, fino ad arrivare in via Giorgio Silva, davanti al bar Coffee Time. Dimostrazione che questa tendenza non è una novità nella vita notturna della città, bensì un’abitudine, o una moda, che si è sempre vissuta nel corso degli ultimi anni a Vigevano, tutti insieme tra un drink e una spensierata serata insieme. E stesso il quadro che ne esce una volta sul posto, non è così catastrofico come sembra. Tenendo conto che i pochi steward che si districano tra la via del Popolo non hanno chissà che impatto nel tenere a bada i giovani, l’atmosfera nel suo complesso non richiederebbe comunque l’intervento di “forze esterne”.

Una volta sul posto, lo scenario presente è sì di un numero spropositato di giovani che affollano la via, che effettivamente rendono difficoltoso il passaggio a piedi, e praticamente impossibile nel caso di un veicolo, ma nulla di così allarmante e deleterio. Se deleterie si possono definire le chiacchiere e il vociare dei tanti ragazzi. Perché sì, alla fine di questo si tratta principalmente, un continuo, e più o meno costante, brusio di voci che effettivamente a una cert’ora della notte e del mattino può recare disturbo a chi vorrebbe solo trovare un po’ di riposo nella sua casa. Nulla che comunque abbia a che fare con risse, scene di violenza e urla che tanti, o pochi, hanno affermato. Che sia un’insofferenza esagerata o meno, questo non è dato dirlo, resta comunque il fatto che questo tipo di “mala” movida, se così si vuol chiamare, ha pur sempre caratterizzato la vita notturna vigevanese, tra l’eterno confronto di pareri favorevoli e pareri contrari.

Rossana Zorzato

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